Posted by on Set 18, 2015 in Uncategorized | 0 comments

Venerdì 18 settembre

Ore 19.30 Inaugurazione alla presenza
di Chiara Giansiracusa, Assessore alla Cutura del Muicipio Roma VII
della mostra fotografica LA HOLLYWOOD SUL TEVERE
scatti sugli anni della Dolce Vita
incontro dibattito con Carlo Riccardi il ” Re dei Paparazzi” –

Ore 20.00 Concerto Jazz
TONY FORMICHELLA

Ore 21.30 proiezione del film
DIARIO DI UN MANIACO PER BENE
incontro dibattito con il regista
Michele Picchi

 

Sabato 19 settembre

Ore 19.00 Presentazione del libro
La Dolce Vita minuto per minuto” di Victor Ciuffa
il giornalista che ha ispirato Fellini per disegnare
il personaggio interpretato da Marcello Mastroianni

Ore 20.00 Happening teatrale
MOSAICO DONNA
Atto unico di Cecilia Bernabei

Ore 21.30 proiezione del film
ONDE ROAD
incontro dibattito con il regista
Massimo Ivan Falsetta

 


RICCARDI

 


LA HOLLYWOOD SUL TEVERE

Roma negli anni della “Dolce vita”

Rossellini, Fellini, Visconti, De Sica, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Anna Magnani, Totò, Mastroianni e molti altri, i più grandi, immortalati da uno scatto, quello di Carlo Riccardi: fotografo, pittore, poeta che, in 60 anni di appassionata carriera, è riuscito a descrivere una epoca.

Carlo Riccardi è stato il paparazzo numero uno, fotografo prediletto di Fellini e di Flaiano, il primo a riprendere Greta Garbo giunta a Roma inseguita dal “Toscanini americano” Leopold Stokovski ; testimone di una Via Veneto scomparsa: col Rosati sostituito da una banca; con la Libreria Rossetti adesso negozio di pellami.

Riccardi, in quegli anni, gira per Roma a bordo di una Topolino e grazie alle soffiate di un cugino, barista in Via Veneto, riesce ad arrivare sempre in tempo per fotografare i protagonisti della Dolce Vita”: Tyrone Power che festeggia con gli amici sulla terrazza dell’Hassler l’addio al celibato; uno scatto per rivelare la gelida rivalità di Gina Lollobrigida per Virna Lisi e uno per rivelare la statica tristezza di De Chirico in guerra con fratello Savinio.

Pochi, infatti furono coloro che sfuggirono all’obiettivo di Riccardi ma in una dimensione diversa. Colti, cioè, in atteggiamenti legati alla loro personalità e non alla posa da copertina. E questo fino alla autoironia del grande Totò “che stava diventando cieco” che, per vantarsi con Eduardo, si improvvisa paparazzo e fotografa Riccardi con una piccola Canon. E’ lì, su quei marciapiedi, che diventano la passerella di scrittori, giornalisti, attori, re e regine, che si consolida la sua fama di paparazzo. Un paparazzo atipico però: libero dalla fretta e soprattutto uomo di parola. Quella fretta, grande vizio o peccato, per taluni addirittura pregio, che caratterizza il fotoreporter di cronaca.

“Ho compreso che sei un professionista ma non desidero che le foto siano vendute ai giornali” disse a Carletto Marlon Brando in un negozio di Via Condotti a Roma. Fu accontentato da Carletto che gli aveva dato la sua parola.

Certo, l’avventura di Carlo Riccardi ha per teatro Via Veneto e la “Dolce Vita”; ha come palcoscenico la strada che negli anni ’50 e ’60 divenne un grande set cinematografico internazionale. Ma sempre come documentazione storica mai come scatto rubato, in effetti esso è alquanto lontano dalla sua mentalità. Catturare l’immagine e condurla a dimensione altra, una tecnica in anticipo sugli altri ma in sintonia con il suo stato d’animo.

 


7

TONY FORMICHELLA QUARTET

Un creatore puro e originale
di musica assolutamente straordinaria

Assolutamente non perdere la serata inaugurale del  16 settembre che propone un incontro con un persoannaggio straordinario, Tony Formichella, uno dei sassofonisti di maggior rilievo nel background musicale jazz degli anni ’70. Un artista dalla marcata originalità che nella sua movimentata ed avventurosa vita è stato protagonista della versione italiana della mitica commedia musicale HAIR, a capo di varie big band in Sudamerica e negli Stati Uniti oltre ad aver affiancato dal vivo e in studio di registrazione noti personaggi della musica italiana tra i quali Rino Gaetano, Antonello Venditti e Little Tony. Formichella, che tra l’altro ja realizzato la colonna sonora del film di Carlo Verdone “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” assieme al cantante Harold Bradley, fondatore dello storico Folkstudio di Roma, nell’Arena Cinecittà proporrà in quartetto un concerto incentrato esclusivamente sulla musica originale da lui composta dagli anni Sessanta ad oggi.

 


diario

DIARIO DI UN MANIACO PER BENE

L’esordio alla regia di Michele Picchi con protagonista Giorgio Pasotti

Lupo, comico e disperato artista quarantenne, interpretato da Giorgio Pasotti, nella sua vita non ha mai concluso niente, a partire dalle donne. D’altronde, è un “maniaco perbene” e come tale, vede la sua vita attraverso uno “spioncino”. Trascinato dalle proprie manie e dai suoi eterni interrogativi sul mondo, a suo modo rassicura ed approccia ogni “categoria” di donna, dalla sensuale “esperta di Hemingway e di Kamasutra”, alla giovane suora, che corteggia spudoratamente usando come pretesto i propri finti dubbi “teologici”.

Proiezione speciale
alla presenza
del regista del film

DIARIO DI UN MANIACO PER BENE
Un film di Michele Picchi
Con Giorgio Pasotti, Valeria Ghignone, Valentina Beotti, Angela Antonini, Tatiana Lepore, Rita Capri, Gloria Cinconze e con la partecipazione di Ninni Bruschetta
(ITALIA 2014 – Commedia ’86)

Arena Cinecittà
Piazza di Cinecittà 11
Orario: Mercoledì 16 settembre dalle ore 21.30
INGRESSO LIBERO


LA DOLCE VITA

MINUTO PER MINUTO

Tutta la verità su un fenomeno falsato

Questo libro è il frutto e il racconto di un’intensissima attività giornalistica svolta a partire dal 1954 dall’autore, Victor Ciuffa, prima nel giornale romano Momento Sera poi nel Corriere d’Informazione, quotidiano del pomeriggio del Corriere della Sera, intervenendo in tutti i campi del giornalismo: cronaca, politica, economia, spettacolo, servizi da inviato in Italia e all’estero.

Al settore della cronaca mondana e del costume Victor Ciuffa dedicò la propria attenzione per alcuni anni, nonostante fosse impegnato anche nel giornalismo politico. Ebbe un grande successo raccontando giorno per giorno tutto quello che avveniva, si diceva o si faceva in Via Veneto e negli ambienti dell’aristocrazia, della cultura e dello spettacolo. Fuori dell’orario di lavoro redazionale, partecipava personalmente ad avvenimenti e raccoglieva notizie dalle 17 alle 4 del mattino: vernissage di mostre, prime cinematografiche e teatrali, concerti, ristoranti alla moda, locali notturni, primi giri di manovella, conferenze stampa, interviste, arrivi e partenze di celebrità, premiazioni, festival, feste pubbliche e private, eventi vari.
Il successo dei suoi articoli e rubriche indusse altri giornali e settimanali a inviare propri giornalisti e fotografi al suo seguito, in Via Veneto e negli altri itinerari della dolce vita. Nel 1958 Federico Fellini cominciò a frequentarlo la sera in Via Veneto per farsi raccontare particolari utili alla realizzazione del film che ebbe idea di girare sulle vicende di un giornalista come era, appunto, Victor Ciuffa, che Marcello Mastroianni rappresentò.

Redatto in forma di cronaca e di reportage quotidiano attraverso la descrizione minuto per minuto, notte per notte, di una serie di avvenimenti cui l’autore ha partecipato e personaggi che ha conosciuto, questo racconto ha l’intento di spiegare i profondi motivi della nascita di un fenomeno, di una mentalità, di un costume.
Sono moltissimi gli episodi e soprattutto i nomi che esso contiene, destinati a suscitare nostalgie negli anziani e curiosità nei giovani, misti a riferimenti e a dati essenziali di carattere economico, politico, sociale e sindacale, che servono per inquadrare il fenomeno in un’epoca. Quell’epoca esercita tuttora ed eserciterà sempre una forte attrazione sul pubblico europeo, americano, mondiale.
La dolce vita ha rappresentato per l’Italia degli anni 50-60 quello che prima la Belle Époque poi gli Anni Ruggenti rappresentarono per l’Europa di fine ‘800 e inizio ‘900: un fenomeno essenzialmente di costume, che poteva fiorire solo in un certo contesto economico, politico, sociale e culturale.


 

ONDE ROAD

Un viaggio tra presente e passato alla scoperta di un mondo “cult” perduto: quello delle radio libere

Chiunque abbia vissuto la stagione delle radio libere, non può che commuoversi nel ricordo di quello che è stato uno squarcio storico di autentica libertà. Una generazione che ha sognato di conquistare il mondo: con pochissimi soldi, raccattando attrezzature e rintanandosi in locali di fortuna, era possibile mettere in piedi una radio, liberarsi nel vuoto, far viaggiare la propria voce per chilometri e chilometri, o semplicemente “coprire” il proprio paese a partire da sotto casa. In pochi anni, a cavallo tra il 1975 e il 1980, tutte le frequenze disponibili, almeno nelle grandi città, vennero occupate da decine di radio libere. Pirati che solcavano “i mari” nel periodo in cui si andava conquistando l’etere a discapito dei monopoli delle reti pubbliche nazionali, poco attente alle nuove mode e ai nuovi generi musicali. Le voci e i suoni erano quanto meno improbabili: un popolo di speaker improvvisati, disc-jockey/fruttivendoli, intrattenitori/meccanici e una valanga di musica libera, fatta perlopiù con i dischi che si avevano in casa, in barba al copyright. In molte di quelle piccole realtà si producevano programmi spesso geniali, fatti non solo di dediche, come si è portati erroneamente a pensare, ma caratterizzati da inchieste, intrattenimento, informazione, sport, spettacolo, denuncia sociale…

Lo scopo di questo film è rivivere quel periodo, come spunto di riflessione sugli attuali mezzi di comunicazione, dalle moderne radio (e web radio) ai social network. Un modo per riflettere sulla libertà d’espressione oggi, e sulle nuove generazioni.

Proiezione speciale
alla presenza
del regista del film

ONDE ROAD
Un film di Massimo Ivan Falsetta
Con Awana Gana, Barbara Cambrea, Fabrice Quagliotti, Francesca Zavettieri
(ITALIA 2015 – Docu-fiction ’86)