Posted by on J Lug 2016 in News | 0 comments

Questa sera, lunedì 11 luglio alle ore 21.00,  l’ appuntamento all’Arena del Trasporto è con uno dei film che hanno fatto la storia della commedia italiana: Guardie e Ladri. Nato dalla collaborazione artistica tra i registi Monicelli e Steno, il film vanta un cast straordinario: Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Carlo Delle Piane, Totò, Aldo Giuffrè, mettono in scena “i quartieri romani delle borgate, con le misere casupole fradice di pioggia, le strade senza selciato che si trasformano in pozzanghere, e di contrasto, in alto la sommità dei monumenti lontani e dominanti, le cupole delle basiliche”, come scrisse Corrado Alvaro. Il film, accolto immediatamente da recensioni entusiastiche,  è stato definito come “l’unico vero esempio di commedia neorealista riuscita… il film dell’equilibrio massimo, quasi chapliniano, fra comico e tragico” ed il duettare di Fabrizi con Totò “è uno degli insuperati esempi di creazione estemporanea di arte recitativa”. Vi sono innumerevoli testimonianze sul grande clima di amicizia e di stima che si instaurò tra Aldo Fabrizi e Totò; questo nonostante le iniziali diffidenze da parte del comico napoletano ad accettare una parte così lontana dal suo repertorio: “La sceneggiatura è bellissima, ma io cosa c’entro, io non posso farlo, questo è un film per Fabrizi”, dichiarò Antonio de Curtis ed invece, come fu testimoniato da Monicelli, “Totò insieme con Aldo Fabrizi, mi diede la prima grande lezione di uomo di spettacolo. Erano due mostri sacri, ed il loro fu un rapporto stupendo”. Si trattavano con grande civiltà, con molto rispetto reciproco si rivelarono molto cooperativi e fra loro c’era una sorta di gara a dimostrare la massima gentilezza e disponibilità sul set,anche verso i registi, “oltre a ciò i due comici non persero occasione per divertirsi durante le riprese– raccontava Steno –  tanto che per più volte dovettero interrompere alcune scene, perché i due attori scoppiavano improvvisamente a ridere; erano duetti di due leoni. Ogni tanto, quando uno si sentiva sopraffatto dall’altro, cavava fuori le sue astuzie di grande attore. Così Totò fregava Fabrizi con una battuta imprevista e Fabrizi fregava Totò mettendosi a ridere e interrompendogli la scena”. Il ciak che sembrò infinito fu quello dell’osteria; stando a quanto detto dal nipote di Fabrizi in un’intervista e a fonti ormai accertate, i due non riuscivano a portare a termine la sequenza: in più di un’occasione Fabrizi innaffiò il viso di Totò con il caffè che aveva appena assunto, perché improvvisamente scoppiato a ridere. Raccontava un allora quindicenne Carlo Delle Piane- “erano attori eccezionali, con loro non c’era la sicurezza del copione tutto previsto, bisognava stargli dietro, perché le gag non venivano mai uguali, da una ripresa all’altra. Questo, per la mia età, mi divertiva e mi preoccupava. Si provava quello che era scritto, si girava ed era diverso, si ripeteva ed era ancora diverso. Finiva che non capivo niente. Ero dentro, e dovevo istintivamente comportarmi a seconda del momento, non era mai una cosa meccanica”.. Moltissimi furono gli aneddoti , passati alle cronache, di questo capolavoro; un fatto  “tragicomico” accadde mentre si giravano alcune sequenze dell’inseguimento all’Acqua Acetosa; capitò che si trovò di passaggio una vettura con a bordo due carabinieri che al grido di Fabrizi «Al ladro! Fermatelo!» saltarono giù ed estrassero le pistole. Si misero a rincorrere Totò che si spaventò e disse: «Fermi, fermi!». L’attore si fermò aspettando l’arrivo dei militi che appena si resero conto della finzione scenica si scusarono con la troupe, e approfittarono dell’occasione per farsi rilasciare un autografo dai due attori.

fabrizi il brigadiere bottoniLa fotografia del film fu curata da Mario Bava, che divenne in seguito un noto e importante regista del cinema horror italiano. Aveva già lavorato un anno prima con Monicelli e Steno, curando la fotografia di Vita da cani (1950), altro film dai tratti comici-drammatici, in cui appariva come protagonista Aldo Fabrizi.

Bava era un operatore molto veloce, professionale, disponibile e molto affabile, anche fuori dal set, i due registi si trovarono molto bene con lui. Rimase in buoni rapporti soprattutto con Monicelli, che lo descrisse come “un uomo simpaticissimo e molto spiritoso… un operatore velocissimo, che non creava mai problemi” .. Durante le riprese del film era molto importante essere rapidi, soprattutto per le sequenze dell’inseguimento. Fabrizi e Totò, pur essendo molto bendisposti, avevano le loro seccature: il primo era insofferente mentre l’altro aveva guai con la vista e altri problemi di salute. Quindi la regia aveva bisogno di un direttore della luce molto svelto, quasi sbrigativo, che approfittasse di ogni momento della disponibilità dei due attori. Su questo piano Bava fece un ottimo lavoro, si dimostrò molto capace e collaborativo, e fu molto utile e d’aiuto ai due registi. Ricordiamo infine che l’opera fu sottoposta a tagli censori, Annibale Scicluna Sorge, fascista maltese che presiedeva la commissione di revisione cinematografica italiana, giudicò inaccettabile che un agente di pubblica sicurezza stringesse legami con un delinquente o con la famiglia dello stesso, che un ladro si facesse mettere in prigione per aiutare una guardia e, soprattutto, il mostrare un membro della polizia in un atteggiamento non ortodosso. Vi furono quindi una serie di incontri al Ministero dello spettacolo per convincere Scicluna Sorge che l’intento del film non era affatto quello di minare le istituzioni della società italiana. Ma questa fraternizzazione fra guardia e ladro poteva costituire una pericoloso avvicinamento tra due mondi che dovevano restare lontani e nemici. I due registi furono così costretti a modificare e tagliare alcune scene e battute che sembravano particolarmente “sovversive” ma, come dichiarò anche Monicelli, nel film “non c’era niente di censurabile, se non l’idea in sé”.Dopo aver comunque accontentato la commissione apportando alcuni tagli e modifiche di poco conto, i registi riuscirono ad avere finalmente il via libera.

Inizio proiezione: ore 21:00

GUARDIE LADRI
Regia di Mario Monicelli e di Steno
con Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Totò, Carlo Delle Piane,
(ITALIA 1951 – 101’)