Posted by on J Lug 2016 in News | 0 comments

 

 

La donna che visse due volte, è stato definito dalla critica come la più bella e la più crudele delle love story di Hitchcock. Una discesa vertiginosa ( come già suggerito dal titolo originale Vertigo), nell’abisso delle debolezze dell’uomo, ossessionato dalla perdita dell’equilibrio fisico e mentale, che inizia ad ipnotizzare lo sguardo sin dai titoli di testo grazie all’uso delle spirali che rendono omaggio all’arte di Marcel Duchamp, fino a proseguire con l’effetto vertigine creato contrapponendo il movimento del carrello della macchina da presa a quello dello zoom. Una vertigine che corona l’inseguimento sui tetti di San Francisco del detective John Ferguson, Scottie per gli amici, con la presa di coscienza di quella acrofobia invalidante alla base dell’intero intreccio narrativo che costerà la vita al suo collega e lo porterà a dimettersi dalla polizia ed a diventare uno strumento inconsapevole di un subdolo disegno criminale. La tecnica di Hitchcock è inarrivabile; la pellicola emana un’aura di mistero, di indefinito, che ammalia lo spettatore e lo lascia sospeso in una dimensione d’irrealtà quasi onirica. Un’altra pietra miliare del cinema che anche dopo cinquant’anni non smette di affascinarci e meravigliarci, come solo i grandi registi sanno fare.

 

LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE
Regia di Alfred Hitchcock
Con James Stewart e Henry Jones
(USA 1958 – 128’)
ARENA DEL TRASPORTO
Polo Museale ATAC
Via Bartolomeo Bossi 7
(Piramide – Ostiense)