Posted by on 2 Ago 2016 in News

Reduce dai successi del Santa Barbara International Film Festival,  verrà proiettato questa sera mercoledì 3 agosto, all’Arena Chiostro di San Pietro in Vincoli alla presenza del produttore Giampietro Preziosa, Il Traduttore, seconda opera del regista Massimo Natale. Andrei Bina è uno studente rumeno, che grazie ad una borsa di studio frequenta un corso di specializzazione in lingue straniere all’Università. Dato che i soldi della borsa però sono pochi, di sera lavora in una pizzeria e di giorno saltuariamente in questura, dove traduce gli interrogatori e le intercettazioni dei suoi connazionali. Andrei, che oltre al romeno e all’italiano, parla perfettamente diverse lingue, tra cui il tedesco, viene messo in contatto dalla sua tutor con una sua amica antiquaria, Anna Ritter, che vuole far tradurre il diario del marito tedesco, scomparso da poco in circostanze misteriose. Andrei viene catapultato in un mondo che fino a quel momento non aveva neppure osato sognare. Integrazione, amore, ribellione, libertà sono gli elementi chiave del film. Protagonista indiscussa, un’insolita Claudia Gerini, nel ruolo drammatico di una “donna interrotta”, come lei stessa dichiara durante la conferenza stampa: “una donna che rimane incastrata in un capitolo della sua vita perché quando perde il marito c’erano ancora delle cose da dire tra i due… A me interessava l’evoluzione del personaggio stesso, quel click che poi la fa chiudere con il passato. In questo senso il ragazzo è la zattera che la traghetterà dall’altra parte”. Perciò soprattutto Andrei e Anna sembrano quasi supportarsi a vicenda, fino al “campanello di fine ricreazione”, una sciarpa rossa che Anna scopre appartenere alla fidanzata del ragazzo, che le da l’input per mettere la parola fine alla relazione ma soprattutto al primo atto della sua vita. Al cast si aggiungono Piotr RoguckiSilvia DelfinoMarcello MazzarellaEva Grimaldi e Anna Safroncik; quest’ultima nei panni di un ispettore senza cuore: “attraverso questa figura abbiamo voluto rappresentare un mondo marcio, corrotto, senza pietà, quello che oggi uccide gli animi buoni, uccide i sognatori”. Già, perché nel finale trionferà la legge della “mors tua, vita mea”.Un film quindi complesso in cui ogni personaggio trova la sua dimensione, lo spazio per parlare di sè; dove le storie si intrecciano facendo ben funzionare il racconto; da sottolineare inoltre l’ ambientazione nella bellissima e suggestiva Trento che conferisce a tutta la storia un carattere d’intimità.