Posted by on J Lug 2016 in News | 0 comments

Le donne di Alfred Hitchcock, appaiono connotate da un’eleganza misurata molto bon ton, rigorosamente bionde, filiformi, dall’aspetto etereo, dai tratti del volto regolari e con quell’espressione fredda e iper controllata dalla quale trapela una sensualità ed una carica seduttiva che talvolta cela una raffinata crudeltà. Il colore predominante per i capelli è il biondo, talvolta il castano, ma mai il nero; la pelle è di un candore etereo, non è mai scaldata dal fard; gli occhi non sono mai scuriti da ombretti e matite; il massimo della concessione è un velo di rossetto rosso da sempre simbolo di sensualità. I capelli sono raccolti in raffinati chignon, quasi a voler raccogliere in un guscio quella carica seduttiva che sembra voler uscire ad ogni momento. Anche i vestiti sono cuciti sul corpo, abiti e tailleur aderenti quasi delle gabbie che devono trattenere le forme. Perchè come disse il maestro del brivido “se la seduzione è troppo evidente non c’è più suspence”.

Hitchcock uccelli

Siamo quindi lontani dalle dark lady come Veronica Lake dei noir degli anni ’30. Le sue muse sono state Grace Kelly, Kim Novak, Eva Marie Saint e Tippi Hedren che traducevano una stessa ossessione, la ricerca di un modello di donna inaccessibile. La sua musa preferita fu molto probabilmente Grace Kelly.La relazione professionale tra il maestro del giallo e l’eterea attrice nacque quando lei non era ancora una stella affermata del cinema ma soltanto un’artista in erba; sicuramente furono la sua eleganza e la sua raffinatezza a conquistarlo, ma c’era di più: sul set dei suoi film il regista ci teneva che tutto fosse ben preparato e deciso a tavolino, lasciando così pochissimo spazio all’improvvisazione; era necessario che gli attori si lasciassero guidare dalle intuizioni del maestro e Grace Kelly aveva dimostrato di essere un’interprete da plasmare, capace di apprendere ogni suggerimento di regia. Inoltre, il suo look fine e d’alta classe consentivano a Hitchcock di poter “osare” un po’ di più in alcune scene rispetto a quanto era previsto dal rigido codice Hays vigente a Hollywood (codice di autoregolamentazione censoria).  Più conflittuale fu il rapporto della bellissima Kim Novak con il regista. Come ebbe modo di dichiarare la stessa attrice : “Lavorare con Alfred Hitchcock è stata per me un’esperienza angosciosa. Certo, Hitchcock aveva un grande talento, era un genio, ma non sapeva o non voleva comunicare affatto con gli attori”. Sembra infatti sul set l’accomodante James Stewart abbia dovuto più volte far uso delle sue qualità diplomatiche per attenuare dissidi e tensioni. Sicuramente complesso fu anche il rapporto con sir Hitchcock dell’attrice Tippi Hedren, meravigliosa interprete di Marnie ed Uccelli, che proprio a causa delle scene girate in quest’ultimo film, confessò di essere rimasta ossessionata dalla vista di qualsiasi pennuto . Ottimo fu invece il rapporto con il regista di Eva Marie Saint, mitica interprete di “Intrigo Internazionale” e della deliziosa Doris Day che che con James Stewart girò “L’uomo che sapeva troppo”: “Era solo il signor Hitchcock, una persona meravigliosa, un grande regista e un buon amico. Mi è davvero piaciuto lavorare con lui”. Al di là dei pettegolezzi di Hollywood, quello che è certo è che sir Alfred è stato un vero e proprio “pink talent scout”, capace di scoprire talenti al femminile e di dar loro ruoli rimasti iconici nella storia del cinema.