Posted by on 1 Ago 2016 in News

 

In Milionari si ripercorrono le vicende legate all’ascesa del boss camorristico Paolo di Lauro e del suo clan ; all’interno della struttura narrativa del film si inserisce la vicenda personale di Marcello Cavani detto Alendelòn. La storia si sviluppa in flashback , partendo dagli anni ’70 e concludendosi una trentina d’anni dopo. Si inizia con un giovanissimo Cavani ritratto insieme ai suoi fratelli per le vie di Secondigliano, la successiva morte del padre e la voglia di riscatto da una povertà diventata insopportabile; iniziano da qui i primi contatti con la malavita e l’ascesa nel suo personalissimo “romanzo criminale”, il matrimonio con la ragazza con cui era fidanzato da sempre ed a cui promette di separare il “lavoro” dalla famiglia; un lavoro fatto di delitti, appalti truccati, traffico di droga e denaro che cade a pioggia, fino all’inevitabile resa dei conti con la giustizia; Cavani nella realtà, così come nella finzione filmica, diventerà collaboratore di giustizia. La recitazione è immediata, serrata, mai troppo sopra le righe; spicca Francesco Scianna interprete di Marcello Cavani sospeso tra la ferocia dettata dalla sete di denaro e il desiderio della normalità di una vita familiare; ottima anche la ricostruzione scenografica e notevoli i costumi. “La mia ambizione – ha dichiarato il regista- è stata osservare il fenomeno camorra da un’angolazione poco diffusa in Italia, quella del gangster drama americano classico, privilegiando all’azione, come accade nella serie tv Gomorra, i risvolti psicologici dei personaggi. Il racconto dell’ascesa criminale di un gruppo di ragazzi che crescono insieme e che culmina con il pentimento di uno di loro dovrebbe far riflettere, è giusto sottolineare che nel tessuto criminale stesso ci sono talora anticorpi che possono aiutare a debellare il fenomeno dall’interno”.”Sono stato molto felice di essere entrato a far parte di questo progetto – ha sottolineato uno straordinario Francesco Scianna interprete del boss Cavani, a riprese ultimate – perchè si stacca, a mio avviso, dalla moda dei film che raccontano la camorra. La cosa che mi attraeva molto è che non ci sono eroi affascinanti in questo film, ci sono uomini che sfracellano, uomini che si sciolgono e si disciolgono come la cera delle candele, quindi la cosa più interessante per me era cogliere il più possibile la fragilità del personaggio che interpreto, un personaggio molto conflittuale che lotta con se stesso tra il bene ed il male, ma che alla fine ha la fortuna di diventare consapevole che forse ha un’ultima possibilità di cambiare la propria vita”.

La location scelta per la proiezione è tra le più prestigiose: Lo splendido Chiostro di San Pietro in Vincoli, attribuito dagli storici a Giuliano da Sangallo, uno dei maestri del rinascimento toscano chiamato a Roma da Papa Giulio II.  E’ qui che si svolge il tradizionale appuntamento organizzato da Arene di Roma Network con il cinema en plein air. Non solo cinema ma anche concerti, incontri partecipati e dibattiti con  scrittori e giornalisti, serate danzanti; un nutrito calendario di eventi dunque ad arricchire l’offerta culturale dell’estate capitolina all’insegna della multidisciplinarietà.