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Dopo quasi 10 anni di assenza Enrico Lo Verso torna al teatro in occasione del 150° anniversario della nascita del Premio Nobel Luigi Pirandello. Con “Uno, nessuno, centomila” diretto da Alessandra Pizzi, Lo Verso dà voce alla crisi dell’Uomo contemporaneo, alle prese con le tante, troppe maschere della vita quotidiana.

Tra musica, danza e teatro, la programmazione estiva delle arene si arricchirà di nuove, entusiasmanti proposte. Il programma degli eventi sarà esposto in conferenza stampa giovedì 27 luglio alle 20.00 alla Bibliotechina, nel Parco del Turismo in Viale Val Fiorita 10. Dopo un drink di benvenuto e la presentazione del programma da parte di Massimo Gazzè – presidente del Network Arene di Roma – e Alessandra Pizzi, i partecipanti potranno assistere a un’anteprima esclusiva dello spettacolo.

“L’evento inaugura ufficialmente la stagione 2017 di Arene di Roma – spiega Gazzè – che oltre alle tradizionali proiezioni cinematografiche arricchirà l’estate capitolina di cultura e divertimento con un ricco calendario di spettacoli teatrali e di concerti dal vivo”.

“Avrei voluto che Pirandello fosse vivo – aggiunge la regista Pizzi – per mostrargli la grandezza della sua parola, la contemporaneità di un messaggio, più attuale oggi a cento anni dalla sua formulazione, il bisogno impellente, necessario, autentico del pubblico di approvvigionarsi della conoscenza di sé, di leggere per provare a decodificare quei segni della quotidianità come codici di accesso ai meandri delle proprie emozioni”.

L’omaggio a Pirandello sarà dunque portato in scena attraverso l’adattamento teatrale del più celebre dei suoi romanzi: la storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio minimo e insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano intorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità, lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.