Posted by on 22 Lug 2016 in News

Poeta, scrittore, regista, giornalista, editorialista ma anche filosofo e pittore. Pier Paolo Pasolini fu un intellettuale scomodo, a tratti profetico, intuì forse più di chiunque altro dove stava andando il nostro Paese. Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra alla metà degli anni settanta, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, pungenti verso le abitudini borghesi e la pasolini_cameranascente società dei consumi, come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. “Cos’è successo nel mondo, dopo la guerra e il dopoguerra? La normalità. Già, la normalità. Nello stato di normalità non ci si guarda intorno: tutto, intorno si presenta come “normale”, privo della eccitazione e dell’emozione degli anni di emergenza. L’uomo tende ad addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. Ḗ allora che va creato, artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica”. Pasolini è il testimone di un passaggio, di una mutazione sociologica in cui l’italiano medio rinnega ed abbandona la tradizione culturale da cui proviene per appiattirsi in nome di un nuovo conformismo ed una omologazione culturale.

Dove vai per le strade di Roma,
sui filobus o i tram in cui la gente
ritorna? In fretta , ossesso, come
ti aspettasse il lavoro paziente,
da cui a quest’ora gli altri rincasano?
E’ il primo dopocena, quando il vento
sa di calde miserie familiari
perse nelle mille cucine, nelle
lunghe strade illuminate,
su cui più chiare spiano le stelle.
Nel quartiere borghese, c’è la pace
di cui ognuno dentro si contenta,
anche vilmente, e di cui vorrebbe
piena ogni sera della sua esistenza.
Ah, essere diverso – in un mondo che pure
è in colpa – significa non essere innocente…
Va, scendi, lungo le svolte oscure,
del viale che porta a Trastevere:
ecco, ferma e sconvolta, come
dissepolta da un fango di altri evi
– a farsi godere da chi può strappare
un giorno ancora alla morte e al dolore
hai ai tuoi piedi tutta Roma…

Pier Paolo pasolini- Una serata Romana.

 

Non è solo la piccola borghesia romana ad essere messa alla berlina; è evidente che, anche il riscatto sociale,di cui va alla ricerca un certo sottoproletariato, ha in se tutti gli elementi del fallimento. Basti pensare allo straordinario personaggio interpretato da Anna Magnani in “Mamma Roma”.Roma sogna e si batte per riscattarsi socialmente, per dare una casa decente e un futuro migliore al figlio Ettore, futuro che per lei equivale ad una vita piccolo-borghese; ma in quel mondo vaneggiato, Ettore non si inquadrerà mai; anzi dandosi ai furti, scenderà ancora più in basso nella scala sociale, per poi morire in carcere. Con Ettore muore il futuro, la speranza, la voglia di riscatto e di cambiamento, così come sono morti il futuro, le speranze, la voglia di riscatto e di cambiamento di molti italiani, scippati di tutto anche della propria vita. Per Mamma Roma non esiste un domani diverso, così come, secondo Pasolini, non vi potrà mai essere un’alternativa  per la società italiana connotata da effimere aspirazioni piccolo borghesi, e governata da un esecutivo politico e religioso che secondo Pasolini tutto occulta, tutto appiattisce e tutto cancella. «Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è». (Scritti corsari) .

Pier Paolo Pasolini muore nella notte tra il primo ed il due novembre, all’Idroscalo di Ostia.Per quell’omicidio verrà condannato “un ragazzo di vita”, Pino Pelosi, che poi ritratterà la confessione. Ad oggi, le circostanze della morte di Pier Paolo Pasolini non sono state ancora chiarite, ma le sue parole risuonano ancora drammaticamente attuali .