Posted by on J Giu 2016 in | 0 comments

Ai tempi nostri una ragazza va a depositare la chiave dell’albergo in cui presumibilmente lavora sul monumento allo scrittore autore del celebre romanzo Grand Hotel Budapest. Un flashback mostra lo scrittore all’interno di un documentario risalente al 1985 in cui racconta di come arrivò a scrivere il suo capolavoro. Con un nuovo flashback siamo catapultati nel 1968, quando tra le montagne dell’immaginaria Repubblica di Zubrowka (nell’Europa orientale comunista) si trova il Grand Budapest Hotel, un albergo un tempo molto prestigioso e ora decaduto. Qui lo scrittore fa la conoscenza del padrone del Grand Budapest, un vecchio di nome Zero Moustafa. Questo lo invita a cena con la promessa di raccontargli la sua esperienza all’albergo prima di diventarne proprietario.

Attraverso un ulteriore flashback, la vicenda si sposta nell’anno 1932: troviamo il Grand Budapest in pieno splendore frequentato dalla decadente nobiltà europea. Il concierge è Monsieur Gustave H., un uomo di mezza età eccentrico, orgoglioso, raffinato e amante delle poesie, e che intrattiene una moltitudine di relazioni con varie clienti (tutte molto più vecchie di lui), che non escludono aspetti affettivi (e sessuali). Una di queste, la ricchissima Madame D., dopo aver soggiornato presso l’albergo e in procinto di partire, rivela a Monsieur Gustave di avere il presentimento che non vivrà abbastanza a lungo per poterlo rivedere, ma lui non le dà retta. Alcuni giorni dopo essere partita dal Grand Budapest la donna viene ritrovata morta in una stanza della sua villa.

Monsieur Gustave parte allora con Zero Moustafa (giovane assunto come “lobby boy”, facchino) per la casa della vecchia signora. Qui scopre che la donna nel suo testamento gli ha lasciato il capolavoro Ragazzo con mela di Johannes Van Hoytl il Giovane, cosa che solleva la rabbia del figlio Dmitri e delle sue sorelle che lo bramavano. Gustave e Zero, approfittando della confusione generatasi dopo la lettura del testamento, staccano il quadro dalla parete, lo sostituiscono con un dipinto osceno di Egon Schiele e, dopo esserselo fatto incartare dal maggiordomo (che vi inserisce una lettera sul retro, senza che i due se ne accorgano), ripartono verso l’albergo.

Alcuni giorni dopo il maggiordomo di casa D., Serge X., scompare misteriosamente e la polizia inizia a supporre che possa essere coinvolto nella morte di Madame D. Intanto Zero conosce Agatha, una giovane pasticcera con una voglia a forma di Messico sulla guancia, e i due si innamorano. Zero allora affida alla ragazza un foglio con le indicazioni su come trovare il Ragazzo con mela, nel frattempo nascosto da Monsieur Gustave nella cassaforte dell’albergo. La situazione precipita quando la polizia arresta Monsieur Gustave, credendolo colpevole dell’omicidio di Madame D., incarcerandolo in attesa del processo.

Monsieur Gustave, grazie all’aiuto fornitogli da Zero e da Agatha, riesce a evadere con alcuni prigionieri e con l’aiuto del garzone raggiunge un convento di una località alpina per parlare con Serge X (nascostosi lì poiché seguito da Jopling, un sicario di Dmitri). L’uomo rivela a Monsieur Gustave che Madame D. prima di morire aveva redatto un secondo testamento, distrutto ma di cui solo lui aveva conservato una copia, ma prima di poter confidare il luogo dove ritrovarla il sicario lo strangola. Monsieur Gustave e Zero inseguono Jopling per catturarlo, anche se dapprima quest’ultimo sembra avere la meglio sui due. Proprio quando Jopling sta per uccidere Monsieur Gustave, Zero interviene facendo finire il sicario definitivamente in un burrone.

I due tornano sotto mentite spoglie al Grand Budapest nel frattempo occupate dalle truppe militari (che ricordano i nazisti), in compagnia di Agatha, dopo che i tre hanno progettato di fuggire all’estero con il dipinto finché le acque non si fossero calmate. Agatha preleva il quadro, ma, scoperta, viene inseguita da Dmitri e dalla polizia. La ragazza nella lotta cade dal balcone, ma si salva aggrappandosi a una grondaia: un pezzo della carta da pacco che avvolge il quadro si strappa e Agatha nota una busta infilata nella cornice sul retro. Il foglio si rivela il secondo testamento di Madame D.: essa lascia tutto (la villa, i soldi e le fabbriche) a Monsieur Gustave e disereda Dmitri e le zie. Tempo dopo Zero e Agatha si sposano e il ragazzo, come promesso ai tempi dell’evasione rocambolesca, diventa il successore di Monsieur Gustave.

Si ritorna alla cena: Zero rivela allo scrittore che l’albergo, per quanto confiscato ai tempi del Comunismo, lo tiene solo in ricordo di Agatha (morta di malattia dopo due anni di matrimonio) e per i bei tempi passati con Monsieur Gustave (fucilato durante la guerra). Il Ragazzo con mela si trova, fin dall’inizio del film, appeso nella reception dell’albergo, vicino alle chiavi delle camere.

Anni dopo, lo scrittore scrive un romanzo su questa vicenda.

GRAND BUDAPEST HOTEL
Un film di Wes Anderson
Con Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe, Jeff Goldblum,  Harvey Keitel, Jude Law, Bill Murray, Edward Norton, Saoirse Ronan, Jason Schwartzman, Léa Seydoux, Tilda Swinton, Tony Revolori
(USA 2014 – Commedia 100′)