Posted by on 7 Ago 2016 in News

Immaginate di trovarvi davanti un uomo fuori dal comune, in grado di capire innanzitutto cosa vogliono le persone, ed in possesso delle conoscenze tecnologiche in grado di trasformare i sogni in realtà; Steve Jobs aveva una mente brillante, creativa ed era perfezionista fino all’inverosimile. E’ lo stesso Jobs a raccontare la nascita di Apple, ad ancora oggi una delle storie più belle sulle origini di un’azienda: “Eravamo solo due ragazzi, Steve Wozniak ed io, abbiamo iniziato poichè non potevamo permetterci di comprare un computer”. Racconta dell’acquisto iniziale del microprocessore necessario per la costruzione del computer, dell’incontro con Paul Terrell, il proprietario del Bytes Shop Computer Store, a cui riesce a piazzare 50 ordini e dei 30 giorni di tempo, chiesti ai fornitori per ripagare i debiti contratti. Ed infine della vendita del suo furgoncino Wolkswagen , mentre Wozniak si disfa di due mini computer per finanziare l’inizio dell’azienda. L’impresa ha successo ed il Byte Shop acquista 50.000 dollari di merce. Si procede quindi con la ricerca di un investitore e dopo tante porte chiuse, di una che si apre, Mike Markkulla ingegnere elettronico dell’IBM che investe 250 mila dollari. Nel 1977 viene fondata Apple Computer. E’ lo stesso Steve Jobs a spiegare quale è la portata rivoluzionaria del computer ed il ruolo che avrebbe assunto nella vita dell’uomo. “Ho letto uno studio che misura l’efficienza della locomozione. su varie specie del pianeta. Il condor è quello che usa l’energia minima per spostarsi di un chilometro; la specie umana è tra le più basse di questa lista.Qualcuno ha poi deciso di ripetere questo test sull’efficienza mettendo l’uomo sulla bicicletta. Ed è bastato un uomo su una bicicletta per battere il condor. Insomma è questo che rappresenta per me il computer: il più grande strumento che abbiamo inventato, un modo per potenziare le capacità umane; l’equivalente della bicicletta per le nostre menti”. L’idea di Jobs e Wozniak è semplice e geniale allo stesso tempo; i computer, che fino a quel tempo erano macchine di grandi dimensioni e non adatte all’uso quotidiano, sarebbero potuti diventare strumenti per tutti e non solo per gli appassionati di elettronica. Ecco così che la Apple comincia a produrre i microcomputer: prima l’Apple I, poi l’Apple II il primo esemplare di computer dotato anche di monitor e tastiera; ma Steve non è ancora contento, i prodotti possono essere nettamente migliorati sul piano estetico. La crociata di Jobs in favore del design ebbe inizio con l’Apple II; mentre Wozniak lavorava al pionieristico hardware , Jobs si concentrò sul case. “Avevo ben presente che per ogni amatore disposto ad assemblarsi l ‘hardware del proprio computer da solo, esistevano migliaia di persone che non erano in grado di farlo , ma che volevano comunque divertirsi con la programmazione , proprio quando facevo io quando avevo dieci anni. Con l’Apple II, sognavo il primo computer fatto e finito. Cominciò a girarmi per la testa l’idea che il computer dovesse essere messo in un case di plastica”. Nessuno all’epoca lo faceva. Per riuscire ad immaginare l’aspetto che avrebbe potuto avere, Jobs cominciò a perlustrare i negozi in cerca d’ispirazione. La trovò nel reparto cucine di Macy’s , mentre guardava un robot da cucina Cuisinart. Ecco ciò di cui l’Apple II aveva bisogno un involucro di plastica ben modellato e dagli angoli arrotondati, colori tenui ed una superficie leggermente ruvida. Fu un vero successo e l’inizio di quella maniacale cura dei dettagli che avrebbero reso i prodotti Apple , oltre che tecnologicamente perfetti ed innovativi anche straordinari pezzi di design .